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martedì 17 luglio 2018

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LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED I SOCIAL NETWORK, PARERI A CONFRONTO
Communiqué

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ED I SOCIAL NETWORK, PARERI A CONFRONTO

COME CAMBIA LA COMUNICAZIONE TRA STATO E CITTADINI

L'apparizione dei social network, facebook e twitter su tutti, sta rivoluzionando il sistema di comunicazione tra i pubblici amministratori ed i propri amministrati. L'evoluzione tecnica dei supporti, la crescita prepotente della fruizione della rete attraverso smart phone, tablet e simili strumenti mobili, ha favorito la crescita esponenziale delle comunicazioni multimediali, permettendo la nascita di rapporti più diretti, ma soprattutto la possibilità di un feedback immediato, trasversale e pubblico. Una vera "bomba" che, se utilizzata bene può avere risultati sorprendenti, così come esplodere tra le mani degli incauti utenti.

Abbiamo raccolto le voci di alcuni personaggi della Pubblica Amministrazione e riportiamo il loro personale rapporto con i social network. La prima intervista riguarda uno dei ministeri maggiormente interessati allo sviluppo ed all'accessibilità dell'informazione ed alla relativa circolazione, le Pari Opportunità, che per bocca del Capo Dipartimento Cons. Avv. Patrizia De Rose risponde come "Il Dipartimento per le Pari Opportunità, che ho l'onore di rappresentare, dedica da sempre ogni sforzo per attivare efficaci sinergie per "dare voce" a chi non ne ha. Un impegno costante nell'educare le nuove generazioni al rispetto dell'altro, al rifiuto di ogni forma di violenza o discriminazione, al valore civico dell'inclusione sociale, ritenendo questa attività un sicuro investimento per il futuro. Tanto più in una società che tende a tingersi di varie sfumature con i crescenti flussi migratori. Il fenomeno dei "Social Network", la piccola grande rivoluzione di internet negli ultimi anni, offre nuove possibilità d'integrazione sociale, estendendo l'utilizzo del web e degli strumenti informatici anche a fasce di utenti "insospettabili", di tutte le età, di qualsiasi estrazione sociale e formazione culturale. I "Social Network" possono apportare diversi benefici a livello personale e sociale, migliorando la comunicazione e limitando il senso di isolamento dei cittadini "svantaggiati", in quanto la dimensione privata si intreccia in maniera interdipendente con il proprio status pubblico. Non dimentichiamo, inoltre, che viviamo in un periodo storico in cui i processi di inclusione sociale sono connessi all'informazione e alla comunicazione: dalla loro fruizione e dal loro impatto sugli utenti dipende l'accesso agli stessi diritti sociali. Non a caso è evidente un crescente interesse, sia a livello nazionale sia europeo, sul tema della "e-inclusion", soprattutto in considerazione del fatto che il web rappresenta un vero e proprio strumento decisivo per il miglioramento delle relazioni fra istituzione e cittadino. È necessario, altresì, educare i ragazzi affinché evitino le insidie di una navigazione libera. Le numerose occasioni di contatti sociali in rete (Facebook, Twitter, ecc) e la vulnerabilità dei ragazzi molto giovani, possono favorire situazioni a rischio, offrendo per esempio ai pedofili l'opportunità di avvicinarsi ai bambini e agli adolescenti in maniera più nascosta, più subdola. L'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile del Dipartimento per le Pari Opportunità, da sempre impegnato sulla tematica, partecipa al Programma europeo "Safer Internet", il piano d'intervento attuato dalla Commissione Europea in materia di nuovi media e tutela dei minori. Nell'ambito di tale progetto, ogni anno vengono organizzati il "Safer Internet Day" ed il "Safer Internet Forum", a cui partecipano più di 50 Paesi in tutto il mondo. L'obiettivo è quello di promuovere un utilizzo sicuro e res ponsabil e di internet e delle nuove tecnologie E' necessario partire dal presupposto che, affinché il web diventi il regno delle pari opportunità, bisogna porre le basi per migliorare la vita nella società moderna della conoscenza, dove la nascita di nuove forme di informazione e comunicazione vadano di pari passo con l'equità e l'integrazione sociale. "

Oltre alla Pubblica Amministrazione, anche il mondo della ricerca viene coinvolto in maniera imprescindibile nei nuovi strumenti della comunicazione web. In particolare questo settore utilizza e spesso crea piattaforme che consentono di aprire verso il pubblico ma anche e soprattutto di facilitare e rendere accessibili le informazioni tra i ricercatori stessi, come ci conferma Marco Ferrazzoli, capo ufficio stampa  CNR.

Social e 2.0 una ricchezza da gestire. Per chi fa ricerca, trasparenza e correttezza sono ineludibili. 

Tutto il web 2.0 e i social network in particolare hanno indotto un rivoluzionario passaggio dall’informazione, cioè la trasmissione di contenuti da parte di una fonte professionale, alla comunicazione, quindi un sistema nel quale fornitori e fruitori tendono a coincidere. Quantità, velocità e multimedialità dello scambio sono aumentati, al pari dell’interattività, in misura esponenziale.

Da un cambiamento così epocale nessuno può rimanere indenne e se la mediazione giornalistica e dei mass media ‘tradizionali’ è la prima a esserne intervista, anche chi svolge comunicazione per conto delle pubbliche amministrazioni deve tenerne conto. Da un lato, i new media non fanno che accelerare un percorso cominciato già da alcuni decenni e imperniato soprattutto sulla Legge 150 del 2000, stabilendo anche giuridicamente il dovere per le p.a. di informare e comunicare in maniera semplice e trasparente: l’applicazione di tali principi è ancora imperfetta ma non si può negare che in tale ambito la cultura diffusa è notevolmente migliorata. Dall’altro, soprattutto per chi come il Consiglio Nazionale delle Ricerche diffonde contenuti scientifici, il dovere della precisione e della prudenza è prioritario e dunque la forma ‘social’ presenta caratteristiche da valutare con attenzione.

Un ottimo punto di equilibrio sta nella creazione di piattaforme ‘open science’, che sfruttino la formidabile possibilità di condividere contenuti specialistici fino alla formazione di una vera e propria “intelligenza collettiva”, e nell’utilizzo delle reti per l’acquisizione e condivisione di dati nei settori di ricerca dove possono essere di maggior utilità, dall’epidemiologia al monitoraggio ambientale. Si tratta però di strumenti che, per fornire il loro miglior contributo, necessitano di una gestione molto impegnativa.

Come CNR ci siamo dati una roadmap compatibile con la peculiare ricchezza quantitativa e qualitativa del nostro patrimonio di conoscenze e competenze: circa 10 mila dipendenti, distribuiti su tutto il territorio nazionale, in un arco disciplinare che attraverso sette macro-aree copre quasi interamente lo scibile. I primi punti all’ordine del giorno, in tempi ci auguriamo molto brevi, sono  l’apertura di una piattaforma web tv e la ristrutturazione del portale www.cnr.it, in una logica che naturalmente tenga conto degli strumenti social e 2.0.

 

 Tornando invece alle Amministrazioni che, così come le Regioni, hanno un dialogo ed un rapporto diretto con i cittadini, l'utilizzo di questi nuovi strumenti rappresenta un forte cambiamento del rapporto, come conferma Roberto Cota dalla Regione Piemonte.

‘E’ da quando sono diventato Governatore del Piemonte che il mio rapporto con i nuovi social network facebook e twitter è diventato più stretto. Credo siano strumenti molto potenti e per questo motivo ritengo vadano  usati con coscienza ed equilibrio. Sono spazi molto utili per comunicare il proprio pensiero senza filtri, in modo più diretto forse anche rispetto alla televisione; inoltre permettono di interagire direttamente  col cittadino e quindi sono meno autoreferenziali di altri mezzi di comunicazione: consentono  di sviluppare discussioni e confronti quasi sempre molto utili e costruttivi.  Su facebook e sul mio sito personale è possibile inoltre  seguire dall’inizio alla fine la mia giornata di lavoro. E sotto questo aspetto non è più possibile barare: all’inizio del mio mandato in Regione l’opposizione ha tentato di far passare l’idea, falsa,  che io fossi troppo in televisione e poco sul territorio. La verità invece è che sono il Presidente della Regione più presente di sempre sul territorio e quando mi capita di partecipare a qualche trasmissione televisiva nazionale, questo accade quasi sempre dopo una lunga giornata con vari appuntamenti sul territorio ’.

 

Nell'opinione del Presidente della Regione Liguria, Burlando, l'utilizzo dei social network svela i reali sentimenti degli amministratori, molto meglio rispetto ai media tradizionali.

"Provengo da una cultura politica che ha fatto del dialogo, della presenza capillare e del confronto uno dei suoi punti di forza. Non ho mai rinunciato a questo patrimonio e anzi, mi sono trovato a usufruirne spesso nel corso di questi anni, per esempio visitando personalmente per due volte ognuno dei 235 comuni della Liguria. Credo sia l'unico modo per tenersi in contatto con gli amministratori e con i cittadini, per capirne i problemi. È diventato il mio modo di essere presidente della Regione Liguria. Dal 2009, progressivamente, ho usato sempre di più i nuovi sistemi di comunicazione, appassionandomi in particolare all'uso di Twitter. Penso che sia un mezzo ulteriore per arrivare velocemente a molte persone ma deve essere utilizzato con autenticità, rimanendo quello che si è e aprendosi da subito alla disponibilità più ampia, al consenso come alla contestazione, rispondendo a tutti. È quello che cerco di fare, spesso condiv idendo p roblemi molto importanti, per esempio di recente quello degli esodati liguri. Tutto è iniziato con un mio tweet sul tema, cui ha risposto un lavoratore esodato e da lì abbiamo lanciato un appello - utilizzando però anche tutti gli altri mezzi, dal numero verde telefonico alla mail - per segnalare alla Regione le situazioni critiche. Lo stesso stiamo facendo per verificare la copertura della banda larga sul territorio. Sono strumenti straordinari, se usati e non mitizzati. Non si diventa migliori o peggiori amministratori o politici usando i social media e la decisione che deve essere presa a monte è una sola: quanto si è disposti a mettersi in gioco e a essere disponibili. Non c'è niente di peggio che fingere o sforzarsi. Se non si è convinti, meglio lasciar perdere perché il distacco se c'è non potrà colmarlo nessun media, né tradizionale, né di ultima generazione".

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