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venerdì 21 settembre 2018

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CARINZIA TRA MONTAGNE E BENESSERE
Communiqué
/ Categorie: viaggi, austria, enogastronomia

CARINZIA TRA MONTAGNE E BENESSERE

Falkensteiner, un gruppo alberghiero che ha fatto scuola in Europa

La montagna rappresenta o meglio, dovrebbe rappresentare una risorsa. Per la gente che ci vive in primo luogo, ma anche per chi la frequenta, occasionalmente o sistematicamente. Uno degli aspetti determinanti per l’ottimizzazione delle risorse montane è rappresentato dalla fruibilità degli spazi naturali e dal difficile equilibrio tra la realizzazione di infrastrutture ed il loro impatto ambientale, due valori che devono essere inversamente proporzionali per risultare ottimali. Il popolo montano chiede vie di accesso riservate ai pascoli ed alle malghe in quota, energia e servizi a costi contenuti ed una stretta regolamentazione dei flussi turistici, spesso in controtendenza con gli operatori di quest’ultimo settore che vorrebbero strutture ricettive ed impianti per grandi numeri di utenti, tali da essere il più possibile remunerativi.

Un problema particolarmente sentito in Austria, lo stato europeo con il maggior territorio montuoso, che ha dovuto imparare a convivere con un’economia fortemente legata alla sua conformazione ed a una vocazione turistica recente. Il turismo in questo paese è stato per secoli funzionale ai suoi trascorsi storici ed imperiali, limitandosi all’ambito ludico di monarchi ed affini: grandissime riserve di caccia, centri termali e montagne incontaminate. Tutto ha giocato a favore di un’urbanizzazione contenuta ed ordinata, strettamente connessa con il carattere schivo e tradizionalista del popolo austriaco. Queste caratteristiche hanno permesso di affrontare il recente sviluppo turistico con una consapevolezza maggiore ed una forte mentalità paesaggistica, evitando di cadere negli errori che hanno trasformato altri luoghi altrettanto fantastici in veri e propri musei dell’orrore a cielo aperto, dove la speculazione selvaggia ha regnato incontrastata, facendo passare molte aree da uno sviluppo anarchico al quasi totale abbandono, quando congiuntura sfavorevole e pessima edilizia hanno palesato i limiti del sistema.

Una delle regioni austriache più accessibili dall’Italia è la Carinzia, nel cuore delle Alpi Carniche, raggiungibile in treno o per via autostradale dal valico di Tarvisio, mentre in estate anche attraverso passi minori, più caratteristici e spettacolari, come quello di Pramollo, Nassfeld per gli austriaci, che unisce Pontebba alla Naturarena, il più grande comprensorio sciistico regionale.

I piccoli villaggi con le case tradizionali, i campanili aguzzi e le insegne in gotico affrescate sui muri, si succedono tra boschi di larici ed abetaie, intercalati da prati innevati ed innumerevoli pensioni, ristoranti e birrerie, le tipiche “stube”, dall’aspetto lindo ed ordinato. E’ difficile immaginare che sulle montagne circostanti ci possano essere importanti impianti di risalita e chilometri di piste. Ci si accede utilizzando aree di parcheggio decentrate, collegate alle stazioni di partenza da navette, con funivie che seguono l’andamento morfologico circostante, mimetizzandosi tra i boschi. La cura estiva dei prati adibiti in inverno a pista di discesa, la realizzazione di bacini per la raccolta dell’acqua destinata all’innevamento artificiale non altera l’equilibrio idrogeologico naturale e la produzione di energia da fonti rinnovabili permette una gestione delle attività sciistiche sostenibile senza pregiudicarne la fruibilità.

Questa grande attenzione all’ambiente montano ed al suo utilizzo consapevole hanno permesso la sopravvivenza di numerosi borghi in alta quota, garantendo la produzione di latte di qualità e di prodotti caseari artigianali. Molte delle “alm” situate negli alpeggi alpini, gruppi di costruzioni tradizionali in legno dove vivono e lavorano i margari, sono raggiungibili nella bella stagione con strade consortili che permettono ai residenti il trasporto ed il collegamento con il fondovalle e l’accesso pedonale da aree di parcheggio limitrofe ai turisti. Oltre alla produzione di formaggi ed insaccati, le alm rappresentano una golosa occasione di ristoro, permettendo di assaggiare in loco i piatti più  tipici. In estate si produce sia il formaggio fresco, destinato al consumo stagionale che le forme che verranno consumate durante l’inverno, anziché, ulteriormente affinate, l’estate successiva. L’aspetto particolarmente interessante riguarda l’organizzazione amministrativa delle attività di pascolo, produzione lattiera e casearia. Infatti i caseifici sono di proprietà comunale e lavorano in  consorzio con gli allevatori. Questi ultimi cedono il latte ai primi che vengono pagati in formaggio, la cui produzione è soggetta ad un rigido disciplinare. Si tratta di un’abitudine che ha origini molto antiche e che garantisce una buona remunerazione per tutti, impedendo speculazioni all’interno della filiera e stimolando tutti a mantenere alto lo standard qualitativo. Migliore è il prodotto e più facile e redditizia sarà la sua vendita.

Incontrare cartelli che invitano a partecipare al “kirchtag”, la festa della chiesa,  potrebbe indurre in errore: non si tratta di un evento religioso locale, bensì della festa della birra, in particolare di quella prodotta in zona. Ogni villaggio ne celebra una ed in queste occasioni i cittadini locali si vestono con gli abiti tradizionali più belli. Sembra di tornare indietro nel tempo, ed in effetti il clima che si respira in queste occasioni non è quello della rievocazione o della parata storica, le tenute sono tradizionali, ma sfoggiate come l’abito buono della festa, perché tra queste valli la cultura storica è più che mai viva ed attuale. La birra è spillata con altrettanto orgoglio, spesso le ricette trovano ispirazione dalle prime “cotte” del tredicesimo secolo ed ogni villaggio rivendica una sua variante originale. La tipologia più diffusa è la Lager, bionda a bassa fermentazione, che in Carinzia ha trovato una terra di elezione grazie alla buona produzione di malto e di luppolo di qualità, ma soprattutto grazie alle eccezionali sorgenti, purissime e poco calcaree.

Un altro aspetto particolare della gastronomia di questa regione è dato dalla sua posizione: crocevia naturale tra le culture di lingua tedesca, slovena ed italiana; nel corso del tempo molti elementi della gastronomia di questi paesi si sono amalgamati tra loro dando origine a piatti che ad oggi, pur rappresentando la tradizione austriaca, hanno elementi comuni con quella degli altri paesi. Il Kärntner Käsnudeln, grande tortello di pasta ripiena è forse il piatto più rappresentativo, ma sono da provare le costolette di agnello del Glockner o il Kärntner Reindling, un ciambellone dolce che può essere servito come dessert o accompagnato sia dal prosciutto di Pasqua che dalla Kirchtagssuppe, minestra alla panna acida.

Il grande movimento turistico recente ha portato con se anche lo sviluppo delle strutture termali che, grazie all’ottima qualità delle acque, oltre alla birra, hanno permesso la crescita di spa e centri benessere presso le maggiori strutture alberghiere. Una storia quasi incredibile lega l’Hotel&Spa Carinzia, ai piedi del passo Nassfeld ad una famiglia di origine altoatesina: i Falkensteiner. Intorno al 1957, in Val Pusteria lo sci era ancora soprattutto un mezzo, a volte l’unico, per spostarsi nella stagione invernale e lungi da essere considerato un esclusivo divertimento. Non si parlava neppure di trekking nell’accezione attuale, anche se le vie di comunicazione montane erano frequentate ed il turismo alpino stava cambiando radicalmente. Con questi presupposti l’idea di Maria e Josef Falkensteiner di trasformare la loro fattoria in una piccola pensione poteva sembrare bizzarra. Invece ebbe successo, tanto che quando i figli cominciarono a crescere si pensò di aprire una seconda struttura e poi un’altra ancora, fino a realizzare una vera e propria holding del turismo che oggi conta oltre 1.400 dipendenti e strutture diffuse in gran parte d’Europa. Quella presente in Carinzia è considerata una delle più importanti dedicate al benessere e la sua collocazione al centro del comprensorio della Naturarena le rende un completamento ideale ai soggiorni di chi ama trascorrere le proprie vacanze immerso nell’outdoor e nelle pratiche sportive alpine, estive o invernali che siano. Costruire da zero un complesso capace di contenere 2.400 metri quadri di spa, piscine termali e saune, oltre a quanto normalmente richiesto da un albergo moderno, mantenendo un’estetica capace di adattarsi all’ambiente sembrerebbe un’impresa impossibile. Molto spesso i borghi alpini sono stati vittima di scempi terribili in nome dello sviluppo turistico. In questo caso, l’uso massiccio del legno di abete come elemento di finitura, utilizzato con gli stessi criteri adottati per secoli nelle malghe sugli alpeggi circostanti, la creazione di parcheggi sotterranei e l’estensione verticale limitata, hanno permesso di confondere i volumi dell’hotel con l’ambiente circostante, raccordandolo addirittura alle casette tradizionali ed alle fattorie del paese. Lo stesso avviene all’interno, dove gli spazi comuni risultano suddivisi tra loro, in modo tale da avere sempre una sensazione raccolta e famigliare, analoga a quella che si prova nelle piccole pensioni a conduzione famigliare, come quella voluta 50 anni orsono da Maria e Josef, appunto.

    Il tema che caratterizza il centro benessere rappresenta l’antitesi tra il rallentamento e l’accelerazione. L’organismo è stressato dai ritmi imposti dalle attività professionali quotidiane che si sommano agli sforzi fisici di quelli legati al tempo libero ed agli sport, spesso praticati senza una preparazione specifica. Un programma di rallentamento consente di tonificare i muscoli e ricondurre l’affaticamento mentale a parametri adeguati, attraverso pratiche di relax, massaggi, fanghi, saune e momenti di rilassamento assoluto, in vista di un programma di accelerazione fisica praticato sia nella palestra e nelle piscine che attraverso attività all’aria aperta, più o meno intense a seconda della preparazione e del gradimento personale.

Falkensteiner Hotel & Spa Carinzia 
Tröpolach 156
9631 Hermagor/Nassfeld, Österreich
Tel. +43/(0)664/6250774
www.carinzia.falkensteiner.com


Gailtaler, Räucher-Schotten, Frischkäse, sono alcune delle principali varietà casearie della Carinzia. All’interno della Tressdorfer Alm, una delle principali malghe del comprensorio, durante l’estate si assiste alla preparazione quotidiana dei formaggi e del burro. La famiglia Dollinger mostra con orgoglio le fasi di lavorazione, la cottura della cagliata nella grande pentola in rame poggiata sulla caldaia a legna, così come le scaffalature in legno di abete dove riposano le forme per la stagionatura. Durante l’inverno il magazzino di affinamento rimane completamente coperto dalla neve, le forme prodotte ad inizio estate, già pronte per il consumo e non già portate a valle per la vendita in autunno, vengono trasferite nel rifugio a fianco, frequentato dagli sciatori e da chi è salito con le racchette dai sentieri tra i boschi.

Tressdorfer Alm 62
9620 Hermagor, Österreich

+43 (0) 4285 8181

www.tressdorferalm.at

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