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giovedì 27 luglio 2017

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NATURA ASSOLUTA, CHIODI E GELATI
Communiqué

NATURA ASSOLUTA, CHIODI E GELATI

Una valle incontaminata e un originale connubio che rende intrigante storia e vacanze in questi luoghi


Chiodi e gelati: due prodotti apparentemente lontanissimi tra loro trovano un denominatore comune nella Val di Zoldo, protetta e sovrastata dai due colossi dolomitici Monte Civetta e Monte Pelmo.

Una valle che a lungo è stata di frontiera, tra dominazioni francesi e austriache, incuneata tra il Cadore e l’Agordino, che per ampiezza e territorio meglio si confacevano ai traffici e ai commerci.  

“…Zoldo, così nominato, ove sono gli asperi monti, da i quali se ne cava grand'abbondanza di ferro", recitava lo storico Leandro Alberti all’inizio del 1500, ma  in realtà non era esattamente così, infatti la Val di Zoldo era sicuramente più famosa per il rumore dei martelli e dei magli, per il fumo del carbone dei forni, delle fucine e delle fusinele, considerando che strutture per la lavorazione del ferro sono documentate nella zona già dal XIV secolo. Ora il passo verso la produzione dei chiodi è breve: l’economia della valle, fino al primo dopoguerra si basa sostanzialmente sui “ciodaroli”, sul loro lavoro e sul commercio di questo prodotto nelle sue tantissime varianti. Con la caduta della Serenissima Repubblica di Venezia, il progressivo esaurimento delle miniere e l’avanzamento della produzione industriale, anche il mercato dei chiodi di Zoldo subisce un inarrestabile declino. Proprio in questa fase fa la sua apparizione in valle il gelato. Non che sia stato inventato qui, il gelato era una presenza costante sulle tavole di nobili e ricchi da molto tempo, ma certamente furono gli artigiani zoldani che, con la loro intraprendenza e abilità, cominciarono a produrlo anche per il popolo, non necessariamente benestante. La crisi sempre più pungente e la crescente emigrazione portarono i carretti dei gelatieri emigrati dalla Val di Zoldo in giro per l’impero asburgico, contribuendo alla fortuna loro e di questo goloso alimento.

Passano gli anni e aumentano le rimesse di chi con il gelato ha fatto fortuna e, con lo sviluppo del turismo, decide di reinvestire nella propria terra di origine. Si costruiscono le prime seggiovie e gli impianti sciistici danno nuovo vigore alla valle.

L’isolamento che ha caratterizzato a lungo la Val di Zoldo oggi in parte ne rappresenta la sua fortuna turistica. Il Civetta e il Pelmo dominano sempre la valle, ma una limitata antropizzazione e le bellezze paesaggistiche invitano ad un turismo montano sia estivo che invernale. Lunghe passeggiate all’ombra dei boschi invitano le famiglie e chi non è avvezzo al trekking più estremo, le cabinovie e le funivie portano agevolmente in quota, garantendo scorci panoramici unici, mentre chi ama l’alpinismo può avventurarsi lungo i sentieri più erti o le ferrate che conducono alle vette. Intorno un infinità di malghe accolgono i turisti con i loro prodotti. Formaggi, salumi e insaccati passano direttamente dal produttore al consumatore, in un tripudio di profumi e sapori alpini. Dalle cucine escono i taglieri con i caprini, le tome, i salami e la bresaola di capra o di pecora; i classici gnocchi di zucca, la minestra d’orzo e si diffonde il profumo del “pastin” una macinata di carne insaporita di spezie ed erbe aromatiche, servito con l’immancabile “pane dei montanari”: la polenta gialla.

Arriva l’inverno e i colori della montagna volgono al bianco del manto nevoso, che da queste parti scende generoso. I rifugi e le malghe accolgono gli sciatori che frequentano gli oltre 80 chilometri di piste da discesa o i 25 chilometri di quelle dedicate al fondo. Gli impianti, inseriti nel comprensorio dello Ski Civetta e parte del Dolomiti Superski, rappresentano tutti i livelli di preparazione sciistica, mentre i puristi dello ski alpinismo o delle ciaspole possono seguire i piacevoli sentieri che portano ai rifugi aperti anche nella stagione invernale.

Che sia il rientro dalle camminate estive o dalle sciate invernali, nulla è più godibile del clima riservato e accogliente dei borghi dell’alta valle, raggiungibili a piedi o con le navette pubbliche dalle piste e dai sentieri. Angoli suggestivi caratterizzati dalle tradizionali “tabià”, le antiche case in legno, progressivamente recuperate e patrimonio paesaggistico di questi luoghi. Sono tante le strutture ricettive, dagli appartamenti in affitto alle pensioni, fino agli hotel dalla caratteristica forma a chalet, con i balconi decorati di gerani e fiori multicolori. Punto di riferimento a Zoldo Alto, l’Hotel Valgranda, un quattro stelle costruito nel ’71 da Celestino Cercenà, personaggio tra i più attivi per lo sviluppo della valle, naturalmente ex gelatiere, che fu tra i fondatori delle Seggiovie Zoldane. Oggi, dietro l’aspetto di un tranquillo albergo di montagna, garantisce l’ospitalità ad un target famigliare esigente, con le sue stanze ampie, impreziosite dalle boiseries color miele. Punti di forza della struttura la cucina, in equilibrio tra le ricette regionali e le tipicità locali, con una carta dei vini adeguata e l’area wellness, con la grande piscina coperta e la spa in corso di ampliamento. A breve, terminati i lavori di ristrutturazione, la zona dedicata al benessere raggiungerà una superficie di ben 1.000mq. Un valore aggiunto importante per gli amanti del turismo montano, sempre più attenti a questo tipo di offerta che, oggi più che mai, fa la differenza!

Un percorso di rinnovamento che progressivamente coinvolgerà anche le stanze, voluto dal direttore Gianni Bonettin in accordo con la proprietà. La sua profonda esperienza dell’hotellerie, maturata in tanti anni di lavoro all’interno delle più celebri e prestigiose strutture del mondo, ha portato sicuramente un nuovo soffio vitale nel Valgranda che, grazie a lui, all’onnipresente e instancabile signora Elena e ad uno staff giovane e dinamico, accoglie e “coccola” quotidianamente i suoi clienti.

Da non dimenticare la voce dei più piccoli, che qui gode di particolare attenzione: infatti, ogni mattina, gli animatori accolgono i bimbi ospiti e li seguono nelle tante attività in programma, con successo, a giudicare dall’entusiasmo con il quale, già di prima mattina, sono tutti schierati nella hall, pronti per avviarsi verso la destinazione programmata per il giorno. In inverno le piste, in estate le gite, i parchi gioco o l’esperienza di una passeggiata a cavallo, infine tutti dentro la grande cupola trasparente, attrezzata per giochi, spettacoli e una montagna di divertimento. Tutto per la gioia loro e dei genitori, che possono dedicarsi qualche ora di relax, lasciando i figli in buone mani.

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