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giovedì 23 novembre 2017

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Communiqué

CASTELROTTO, IL CUORE GOLOSO DEL TIROLO

Chi considera la cucina alpina povera e circoscritta a pochi piatti della tradizione, deve fare tappa ai piedi dello Sciliar per cambiare idea


Il profilo dello Sciliar è inconfondibile, anche per chi lo vede la prima volta il potere evocativo è assoluto: 2.500 metri di roccia chiara che, in piena era triassica, oltre 250 milioni di anni orsono, rappresentavano una barriera corallina immersa nel circostante mare tropicale primordiale. Il successivo scontro tra le placche africane ed europee ha innalzato questa mole di sedimenti pietrificati, generando un paesaggio sempre più simile a quello che si può ammirare oggi.

Secoli di storia hanno alimentato una cultura che rappresenta un patrimonio genetico per gli abitanti di queste valli e un richiamo attrattivo irresistibile per gli amanti della montagna.

Meno scontato che questi luoghi possano anche essere meta di culto per gli appassionati di cucina che possono veder sfatato il luogo comune per il quale la gastronomia locale si debba declinare esclusivamente in schlutzkrapfen, canederli e strudel di mele. Le ricette classiche sono il punto di forza delle osterie e dei rifugi alpini, che le propongono nelle mille varianti di famiglia, ma è stata la loro rielaborazione e l'utilizzo originale delle materie prime del territorio che ha reso possibile un progressivo proliferare di "stelle" tra i ristoranti dell'area del Sud Tirolo.

"La cucina altoatesina è povera- conferma Karl Pirpamer, Chef del Falkensteiner Lamm di Castelrotto, Hotel Gourmet del gruppo alberghiero italo-austriaco -ma l'utilizzo sapiente delle materie prime e la grande cura nelle preparazioni l'ha fatta diventare la cucina dei gourmet".

(guarda la video intervista)

Per questo motivo sono sempre di più i turisti che dopo una passeggiata in quota, un itinerario in mountain bike o una giornata sugli sci, secondo la stagione, indulgono nei piaceri della tavola, riconoscendo nel menù del Lamm uno dei punti di riferimento per la gastronomia locale.

A corredo dei piatti, una carta dei vini che in Alto Adige sono diventati un'altro punto di forza, dai tradizionali bianchi prodotti in quota, profumati e ampi, ai grandi rossi, ideali sulle carni arrostite e la selvaggina.

Castelrotto

Castelrotto rappresenta il fulcro del comprensorio dell'Alpe di Siusi, con i suoi 11 borghi che occupano un dislivello compreso tra i 720 metri sul livello del mare di S.Vigilio e i 2.000 dell'Alpe. Le stradine del centro storico testimoniano un passato signorile e non solo contadino, con palazzi di pregevole fattura, ornati dai disegni tradizionali, sulle pareti colorate in calde tinte pastello. Dalle finestre e dai balconi scendono a cascata fioriture colorate, mentre le insegne in ferro battuto indicano hotel, ristoranti e attività commerciali.

Le streghe dello Sciliar

Storia e tradizioni popolari si fondono nel clima fiabesco della montagna e dei suoi villaggi, dove dalla notte dei tempi, aleggiano figure mitiche. Le narrazioni e le testimonianze dei processi per stregoneria che si sono svolti nel vicino Castello di Fiè hanno sicuramente alimentato le leggende nate su questo tema, arrivando ad individuare luoghi dove si narra avvenissero le riunioni misteriose. Lo Sciliar è un luogo d’incontro molto amato dalle streghe che arrivano qui da ogni parte del mondo, a cavallo o sulla loro scopa. Gli anziani del posto, sono soliti raccontare la storia di Hansel, un contadino del posto che viveva in un maso ai piedi della montagna. Un giorno il contadino si trovò faccia a faccia con una strega, prese il suo fucile e le sparò. La vista della strega morta, fu uno spettacolo così orrendo, che il povero contadino non si riprese più dallo shock.

Ma ci sono anche leggende meno spaventose, come quella che che narra della strega Martha, una strega buona che ama i bambini e la natura e che riesce a trasformarsi in uno scoiattolo ogni volta che lo desidera.

Nei primi giorni di dicembre, in occasione dell'apertura delle piste sciistiche, la strega Nix invita tutti i bambini al Festival delle Streghe, un occasione unica per far divertire i piccoli sciatori e aspiranti tali in un clima di puro divertimento.

I Krampus

In un luogo così frequentato dalle streghe, non possono mancare i diavoli: i Krampus, come sono chiamati nelle zone alpine di cultura tedesca.  Il giorno del  Krampus è il 5 dicembre, antecedente il 6 dicembre che invece è dedicato al Nikolaus, cioè San Nicolò, protettore dei bambini. Nikolaus e  Krampus  fanno parte delle festività dell’Avvento. I bambini bravi per l’occasione ricevono piccoli doni e dolci, mentre i bambini cattivi possono solo aspettarsi del carbone. Così al Krampus  che rappresenta il cattivo, il buio, la morte, si affianca San Nicolò, simbolo della luce, della bontà, della vita. Nei giorni attorno al 5 e 6 dicembre  si trovano in vendita proprio sacchetti rossi pieni di biscotti, mandarini, datteri, arachidi e l’immancabile Lebkuchen (pan pepato) spesso con l’immagine di San Nicolò attaccata sopra.

Il 12 dicembre, tra le vie di Castelrotto sfileranno, come ogni anno, le spettacolari maschere diaboliche, ricoperte di pelli di pecora e dalle lunghe corna sul capo. Danze, campanacci,  fuochi, dolci natalizi, fiumi di cioccolata calda e vin brulé per tutti rendono questa festa indimenticabile.

Kastelruther Spatzen

Il complesso musicale tradizionale dei Kastelruther Spatzen, rappresenta l'anima delle feste popolari. Originari di Castelrotto, sono profondamente a questo territorio dove sono amatissimi e dove ogni anno si esibiscono in svariate occasioni. L'appuntamento più atteso è quello di dicembre, durante le feste dell'Avvento e la sfilata dei Krampus, quando tutto il paese ed i turisti presenti si ritrovano in un grande padiglione per ascoltare i loro brani, cantarli e ballarli nella più completa allegria.

Il Matrimonio Contadino

Il periodo delle feste natalizie si chiude con la spettacolare celebrazione del Matrimonio Contadino, una ricostruzione storica di una cerimonia tradizionale così come avveniva tra i contadini che vivevano ai piedi dello Sciliar.  Fin dal medioevo l'abbigliamento seguiva una rigida normativa giuridica, al fine di garantire un segno distintivo dello status sociale dei vari membri della comunità. I contadini, ad esempio, potevano vestire esclusivamente  tessuti prodotti  artigianalmente da loro stessi, così la scelta era circoscritta tra loden, lino e lana, a differenza dei nobili, del clero e della borghesia mercantile, che potevano permettersi di indossare abiti costosi, prodotti con sete, broccati e finissimi ornamenti. Fu durante il regno di Maria Teresa, intorno alla metà del 18° secolo che queste rigide regole furono abrogate, permettendo anche ai ceti popolari di sbizzarrirsi nella creazione di abiti per la festa. Fu in questo modo che presero forma i costumi tradizionali che ancora oggi si usano nei giorni di festa, caratterizzati dai gilet variopinti, le candide camice, i corsetti di velluto e le sgargianti fettucce dei grembiuli in seta moiré.

Il corteo nuziale si forma a S.Valentino, per percorrere strade e campi innevati al seguito della slitta degli sposi, caratterizzata dagli splendidi addobbi e dai nastri colorati. Salendo di borgo in borgo, il corteo si alimenta di nuovi partecipanti e di un folto seguito, fino all'arrivo nella piazza della chiesa di Castelrotto, proprio di fronte all'Hotel Falkensteiner Lamm , dove si celebra virtualmente il matrimonio.

Cavalcata Oswald von Wolkenstein

Oswald von Wolkenstein è una figura simbolica nella storia di questa terra, poeta e compositore, il cui  aristocratico casato deriva dal castel Wolkenstein in Val Gardena. Vissuto tra il 1300 e il 1400, passò la gran parte della sua vita nella sua dimora vicino a Siusi, dalla quale si allontanava per svolgere frequenti viaggi in qualità di diplomatico. Epoca di castelli, uomini d'arme, cavalli, cavalieri e dame, evoca nell'immaginario collettivo tornei cavallereschi, duelli e disfide, al suono delle trombe, tra lo sventolio degli stendardi.

Ogni anno, dal 1983, nella tarda primavera, tra la fine di maggio e l'inizio di giugno, si ritorna a vivere questo clima antico e magico nel corso dei tre giorni della Cavalcata Oswald von Wolkenstein. Il torneo equestre è diventato un must di queste valli e attira un gran numero di visitatori, affascinati dalle imprese dei cavalieri delle squadre in competizione. La manifestazione inizia con la festa di apertura a Fiè allo Sciliar, tra musica e spillatura del grande fusto di birra, mentre il secondo giorno è dedicato alla grande sfilata delle 36 squadre partecipanti, alla messa per i cavalieri e agli spettacoli della sera. il terzo giorno, la carovana dei concorrenti e del pubblico prende le mosse da Castel Forte, a Ponte Gardena, da dove i cavalieri risalgono fino al Colle di Castelrotto, per sfidarsi nel "passaggio degli anelli". Da Castelrotto a Siusi allo Sciliar per il "labirinto" e poi al laghetto di Fiè per il "galoppo ad ostacoli". Infine cavalieri e pubblico si trasferiscono al castello di Presule per immergersi nella più tradizionale atmosfera medievale e disputare il quarto torneo del "passaggio tra le porte".

Il pubblico può facilmente seguire tutte le fasi della manifestazione utilizzando gli autobus navetta e del servizio pubblico che prima e dopo ogni torneo effettuano servizio tra le diverse location.

L'appuntamento per il 2016 è fissato dal 10 al 12 giugno.

 

 

 



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