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martedì 23 ottobre 2018

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Rivitalizzare un territorio, usando la cultura
Communiqué
/ Categorie: copertine

Rivitalizzare un territorio, usando la cultura

La storia di Favara e del suo Farm Cultural Park

Cinque anni fa, a Favara, un paese in provincia di Agrigento, due coniugi – Andrea Bartoli, notaio, e Florinda Saieva, avvocato – decisero di fare qualcosa per rivitalizzare il tessuto sociale del territorio nel quale vivevano con la loro famiglia.

Nacque così, la galleria d’arte e residenza per artisti Farm Cultural Park: una realtà che unisce impegno civile e innovazione sociale, facendo leva sulla produzione culturale per migliorare il territorio locale. Dal 2010 ad oggi, il progetto di Farm Cultural Park ha ottenuto alcuni riconoscimenti e soprattutto non si è mai fermato, giungendo al quinto anno di vita.

E iniziative come questa vanno incoraggiate perché sono esempio ed esperienza di innovazione sociale. Ogni territorio ha la propria specificità, ma il caso di Farm Cultural Park è interessante non soltanto a livello locale ma anche sul piano nazionale, come laboratorio di innovazione attraverso l’utilizzo della cultura.

Sabato 27 giugno 2015, a partire dalle ore 19 nel centro storico di Favara (Cortile Bentivegna-Sette Cortili), inizierà la festa per il quinto compleanno di Farm Cultural Park, aperta a tutti coloro che potranno essere lì durante quel fine settimana. Ci sarà molto da vedere, sentire e gustare, tra installazioni interattive, video, mostre fotografiche, opere d’arte, performances, illustrazioni, musica, giochi, cibo, artigianato, design.

La prossima idea da realizzare? Come spiegano Andrea Bartoli e Florinda Saieva: “Soltanto se avrete passato una bella serata e se ne avrete voglia, vi chiederemo di aiutarci con quella che per noi è la sfida delle sfide: dobbiamo raccogliere un milione di euro –  non tutto durante quella sera! – per i lavori di ristrutturazione di Palazzo Micciché e per aprire il primo museo dei bambini in Italia. Ovvero un luogo per il futuro, dove i bambini possano giocare, imparare, sognare e costruire un mondo migliore di quello che gli stiamo consegnando“.

Fonte: In Cerca di Idee Sole24ore di Gabriele Caramellino

 

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